Studiare i Tarocchi - Lezione 1

È possibile consultare i Tarocchi in molte situazioni della nostra vita. Possiamo impiegarli per avere nuovi spunti, vedere situazioni da prospettive diverse o cercare di avere un colloquio intimo e personale con una parte di noi che, nel quotidiano, fa fatica a manifestarsi.

Queste belle parole celano, però, uno strano ed insidioso problema. Io stesso, dopo più di vent'anni di uso quotidiano dei Tarocchi, ho potuto constatare che, detto in modo volgare e semplicissimo, sono sì uno strumento che funziona, ma il perché funzioni proprio non lo so. In realtà, nessuno lo sa. Certo, parliamo di sincronicità, fisica quantistica, particelle, frequenze ed energia. Tutto fantastico, ma tutto sperimentale.

Ora, ad un determinato livello di coscienza, la motivazione per la quale il Tarocco è in grado di fare quello che fa, non è realmente funzionale alla sua comprensione. Come mi piace ripetere spesso durante i miei corsi sui Tarocchi: “Non importa sapere chi è Dio. Se lo senti e godi la sua presenza, hai già la tua risposta”.

Significati generici, ma soggettivi

Gli scettici sottolineano che, quando si parla di Tarocchi, i messaggi estrapolati da un tiraggio sono generici e possono essere applicati alla maggior parte delle persone.

Però, sfugge loro una dinamica decisamente più ampia: due persone diverse, estrapolate da contesti altrettanto diversi, riusciranno a fare emergere dei significati personali e non conciliabili dal medesimo Arcano.

Per esempio, se dovessimo contemplare il Sole, possiamo affermare che esiste un significato preciso di questa carta, ma anche milioni di significati personali: per un italiano potrebbe rimandare inconsciamente all'estate, al mare ed alla tranquillità. Per un sudamericano, però, potrebbe rappresentare la paura perché il sole secca i campi ed impedisce un buon raccolto.

Iniziamo a dire che è importante prestare attenzione a tutto ciò che attira la tua attenzione in ogni singola carta. Questo è il primo modo in cui il tuo intuito ti segnalerà la possibilità di ancorare la comprensione soggettiva agli Arcani.

Ecco il primo errore…

Quando si iniziano a studiare i Tarocchi, ecco che si prova ad approcciare la materia leggendo di qua e di là. Questo modo di procedere, seppur apparentemente naturale, nasconde qualche problema. Per esempio, dovrai imparare a memoria i vari concetti, cosa difficile se non addirittura impossibile (sono troppi!).

Inoltre, essendo di per sé il mondo dei Tarocchi sfuggevole e nebuloso, qualche passaggio non sarà poi così chiaro. Questo fa sì che andrai ad introiettare, in modo acritico, alcuni passaggi a discapito di una comprensione globale. Magari ti affezionerai ad un autore specifico perché ti infonde simpatia o fiducia. Così, sposando la sua idea come un riflesso della sua essenza, manderai avanti qualcosa che non senti e non ti appartiene. Della serie: “È così perché l’ha detto Tizio!”. Ma tu dove sei in tutto questo?

La svolta arriva quando inizi a percepire che ogni carta non è un'entità indipendente. Gli Arcani si susseguono gli uni con gli altri e descrivono le diverse fasi della vita o i diversi cicli dell'esistenza. Possono rapportarsi ad un'idea che si sviluppa, ad un progetto che avanza oppure alla vita stessa che si svolge.

La cosa importante è capire che queste progressioni sono facili da studiare perché è come raccontare una storia. Questo è ottimo per il nostro scopo: studiare i Tarocchi senza ricorrere alla mnemonica. I nostri cervelli, infatti, sono programmati per vedere il filo logico che lega le varie tappe tra di loro. Quindi, possiamo iniziare a studiare gli Arcani seguendo proprio questa metodologia. Inoltre, un ulteriore vantaggio è che sarai in grado di pensare ad ogni carta come parte di un tutto in progressione.

Capito questo primo aspetto, passiamo alla lezione 2 in cui affronteremo gli Arcani Maggiori.